Da mesi su un marciapiede lungo via Achille Del Giudice campeggia una donna di colore con la sua tenerissima bambina, già in età scolare.
Per famiglia nel bosco si intende il titolo conferito dai mass-media a un caso di cronaca che si sta consumando a Palmoli, in provincia di Chieti, Abruzzo. Che riguarda una famiglia composta da Catherine Birmingham, ha 45 anni, di origini australiane e insegnante di equitazione, e da Nathan Trevallion, 51 anni, inglese, cuoco e artigiano, e i loro tre bambini: la maggiore di 8 anni e due gemelli di 6 anni.
In seguito a un’intossicazione alimentare da funghi, i carabinieri hanno segnalato il caso ai servizi sociali che fanno i primi sopralluoghi nella casa della famiglia. Di qui hanno constatato le precarie condizioni igienico-sanitarie della famiglia, gravate dalla presenza di minori e dunque hanno deciso di affidare i piccoli a una casa famiglia. Complice anche la scarsa disponibilità a collaborare dei genitori, soprattutto della madre. Un caso seguito quotidianamente dalle trasmissioni televisive di infotainment.
Come al solito, lo Stato italiano “addò vere e addò ceca“, come diciamo a Napoli. E cioè si accanisce in alcuni casi e si gira dall’altra parte in altri. Sono tante le famiglie che vivono in strada, con minori al seguito. Si pensi ai campi rom, che fungono anche da ricettacolo di oggetti rubati e ciminiera a cielo aperto di rifiuti tossici. Il tutto, anche in presenza di bambini.
Non mancano voci complottiste che asseriscono che l’accanimento verso la famiglia sia anche un modo per spaventare molti che stanno “scappando” (o hanno in cuore di farlo) dalla città, ormai insostenibile per tanti motivi, per riscoprire una vita agreste.
Quel caso a via Achille Del Giudice
Ma complottismo a parte, veniamo ai fatti di Casoria nostra. Sul territorio del nostro Comune, per esempio, da mesi su un marciapiede lungo via Achille Del Giudice campeggia una donna di colore con la sua tenerissima bambina, già in età scolare. Di tanto in tanto qualcuno si ferma, ora per lasciargli qualche moneta, ora qualche vestito, ora qualche giocattolo. Ma è giusto che con il sole, la pioggia, con il freddo, con il vento o con il caldo, debbano stare così? Anche se si trattasse di poche ore al giorno, per mendicare.
Se il Sindaco viene a conoscenza di situazioni di grave disagio, incuria, maltrattamento o abbandono di minori, ha il dovere di intervenire. In situazioni di emergenza, può persino adottare provvedimenti urgenti di sua iniziativa, salvo poi convalidarli con il Tribunale per i Minorenni.
Più che avviare direttamente il lavoro sociale (che è di competenza specifica degli assistenti sociali), la segnalazione del Sindaco attiva formalmente il Servizio Sociale Territoriale del Comune, che prenderà in carico la famiglia per una valutazione approfondita.
E’ probabile che da quelle parti sia passata anche una volante della Polizia Municipale, che pure ha il dovere di segnalare.
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