Questo fine settimana, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, si è svolto il Comicon. Manifestazione che anche quest’anno ha visto la massiccia partecipazione di giovani, giovanissimi e meno giovani, appassionati soprattutto di Manga e Fumetti.
Il grande successo del Comicon di Napoli
Una kermesse colorita e gioiosa, grazie anche alla presenza dei cosiddetti cosplay, appassionati che indossano costumi per una messinscena verosimile dei personaggi legati al mondo di anime, manga, videogiochi, film o serie TV. Interpretandone, con una bravura scenica di livello teatrale e cinematografica, pur non essendo quasi mai dei professionisti, gesti e comportamenti.
Il Comicon prevede esposizioni, convegni, interviste, laboratori. L’evento si inserisce in un periodo davvero importante per la città di Napoli, che sta vivendo ormai da oltre un decennio un hype straordinario con l’arrivo di milioni di turisti ogni anno. Spinto dai Social e dalla Tv che ripropongono quotidianamente il suo vasto patrimonio paesaggistico, urbanistico, culturale e gastronomico.
Certo, alcuni problemi atavici sono ancora lì: macro e micro criminalità, scarse opportunità occupazionali, disservizi, degrado urbano sia in centro che in periferia. Ma ciò meriterebbe un approfondimento a parte.
Tutto ciò riporta alla mente quel grande progetto culturale che avrebbe potuto richiamare eventi come il Comicon, e magari il Comicon stesso, anche a Casoria. Pure alla luce della prossimità con la stazione ferroviaria e delle rampe extraurbani: la Città del libro.
Il progetto della Città del libro a Casoria
Come spiegò l’ex Sindaco Giosuè De Rosa al Casoriadue, a partire dal 2001, anno in cui era in carica, si fece un grande lavoro di analisi delle 4 grandi aree industriali dismesse presenti sul territorio, che vedeva come coordinatore il Prof. Pasquale Miani della Federico II di Napoli.
In particolare, per l’area dell’ex Rhodiatoce, di proprietà privata, con superficie di circa 160 mila mq, si individuò la possibilità di realizzare la Città del libro e della Comunicazione. Un grande presidio culturale e sociale, che avrebbe dato notorietà e visibilità a Casoria. Ottima poi l’ubicazione, data la vicinanza dell’area con la Stazione FS di Casoria-Afragola (in futuro anche collegata con la TAV di Afragola e con la Linea 10 della Metropolitana di Napoli) e con le rampe che confluiscono con autostrade e tangenziale.
La Città del libro e della Comunicazione sarebbe stato un vasto Polo dedicato all’editoria, alla comunicazione e all’informazione, con 163 nuovi posti di lavoro. Nel 2008 si cominciò a parlare anche di cifre, circa 37 milioni di euro, come riporta Teleclub Italia.
Il progetto ambizioso fallì però miseramente, scontratosi con la mancanza di iniziative concrete, solite “guerre tra bande” nelle amministrazioni avvicendantesi e gli ingenti costi di bonifica dell’area richiesti.
Il progetto sarebbe poi stato realizzato a Napoli, spiega sempre De Rosa, in via Botteghelle. L’ultima idea fu quella di un polo universitario, ma anche questa è saltata, con la scelta ricaduta poi nella zona est di Napoli. Diventata oggi una sorta di Silicon Valley in salsa partenopea, che ospita colossi come Apple ma anche piccole startup.
Dell’ex Rohodiatoce di Casoria oggi resta una torre, che ci ricorda ogni giorno un territorio un tempo definito la Sesto San Giovanni del sud. Ne abbiamo parlato qui.
Comicon e Casoria: non solo mancati progetti del passato
Al di là delle occasioni perse del passato, la Casoria di oggi non è meno sprecona del passato.
Data la contiguità del nostro Comune con Napoli, nonché l’ottimo collegamento ferroviario (una sola fermata e pochi minuti di viaggio) e stradale, il Comune avrebbe potuto organizzare eventi paralleli e in continuità con il Comicon stesso. Così da attrarre parte degli avventori dell’evento napoletano anche da queste parti.
Comunque, se ci può consolare, qui i Cosplay sono apprezzabili tutto l’anno e sono visibili a Piazza Cirillo…
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