Sullo sciopero degli autotrasportatori che sta mettendo in ginocchio il Sud, l’opinione dei casoriani si è spaccata in due.
Lo sciopero degli autotrasportatori che si sta verificando al Sud da giorni ha messo in ginocchio diversi settori fondamentali: beni alimentari, carburanti, farmaci. Oltre ai disagi relativi alle consegne di beni voluttuari acquistati online. Costringendo tante persone a rinunciare a recarsi al lavoro, data la scarsità della benzina e del gasolio a disposizione. In alcune pompe terminati, in altre razionati.
Problemi potrebbero esserci anche per la raccolta dei rifiuti, col rischio di ripiombare in scene già vissute vent’anni fa e che speravamo averci lasciate alle spalle.
Ora però anche i medici lanciano l’allarme, sia per la difficoltà di recarsi fisicamente sul posto di lavoro del personale sanitario, sia per la mancata consegna dei medicinali funzionali alle terapie. A rischio così anche i malati oncologici, la cui condizione non consente proroghe e rimandi.
Se lo sciopero è terminato in Sicilia, Calabria e Puglia – complice lo sblocco di fondi da parte del Governo Meloni, che vuole anche vederci chiaro circa la presenza di persone con precedenti e di infiltrazioni malavitose – resta a “macchia di leopardo” in alcune zone della Campania.
Anche Casoria, inevitabilmente, è stata travolta dai disagi. Risultando tra le zone protagoniste dello sciopero, sulla circumvallazione esterna. Punto nevralgico per il traffico viario dato che funge da raccordo tra diverse strade extraurbane (ne abbiamo parlato qui). Presenti tra gli autotrasportatori Francesco Emilio Borrelli e Roberto Maida, persona molto attiva sui Social (soprattutto su TikTok, tramite il profilo del figlio Antonio), diventata tristemente famosa dopo quanto accaduto in via Cavour a inizio anno.
I casoriani però si dividono tra favorevoli e contrari.
Sciopero autotrasportatori: Casoria si divide
In questi giorni abbiamo raccolto il parere di diversi casoriani sullo sciopero degli autotrasportatori. Le opinioni sono molto contrastanti, tra chi sostiene le ragioni dei manifestanti e chi invece li critica aspramente.
I primi solidarizzano con gli autotrasportatori, menzionando le condizioni in cui lavorano e i costi dei carburanti che sono costretti a sostenere. Non solo, diversi invitano anche gli altri ad unirsi alla protesta, con alcuni commercianti che hanno deciso oggi, giovedì 22 ottobre, di restare chiusi dato che il caro vita riguarda tutti.
I secondi, invece, criticano il blocco delle strade, in virtù dei tanti disagi provocati. Ritengono altresì che ci sia poco da solidarizzare, dato che le ragioni riguardano esclusivamente loro. Inoltre, sono scettici circa il fatto che pur se otterranno quanto richiedono, il prezzo della merce calerà. Inoltre, ritengono che una vera protesta andava fatta a Roma, mentre così danneggiano solo il Sud.
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