Ripercorriamo la triste vicenda di Antonio Coppola, edicolante di Casoria ucciso il 19 agosto forse per un rimprovero.
A Casoria si sono consumati tanti casi di cronaca nera. Omicidi spesso rimasti impuniti o solo parzialmente puniti, lasciando così l’amaro in bocca ai familiari e uccidendo due volte il povero o la povera malcapitata. Qui vogliamo ricordare Antonio Coppola, edicolante ucciso il 19 agosto 2010. Delitto rimasto insoluto e sul quale pendono ancora tante domande rimaste senza risposta.
L’omicidio di Antonio Coppola, edicolante di Casoria
Alle 6.30 del 19 agosto 2010, come ogni mattina, Antonio Coppola alza la saracinesca della sua edicola, sita in via Pietro Nenni, a Casoria. Strada confluente con la Strada Statale Sannitica, più o meno a metà strada, per far comprendere la posizione, tra attività note come il rivenditore di elettronica Tufano e il bar Business. In quell’incrocio c’è un cavalcavia e un semaforo. Strada nelle ore di punta molto trafficata.
Antoni comincia a sistemare con cura i giornali esposti all’esterno. Crede nella sua attività, pronto a servire con amore e passione clienti nuovi o abituali, in un’epoca in cui le edicole già cominciavano a soffrire seriamente la concorrenza spietata del digitale.
Dentro l’edicola si trova invece la moglie, la quale sente alcuni colpi di pistola. Uscita all’esterno, nota una persona scappare con la pistola ancora in mano, mentre a terra guarda attonita il marito riverso in una pozza di sangue.
Il povero Antonio è stato colpito vigliaccamente alle spalle: il primo proiettile lo ha centrato alla schiena, gli altri due al volto e alla nuca. Una vera e propria esecuzione.
La pista principale seguita è quella di una vendetta conseguita a un banale rimprovero. La sera prima del delitto, infatti, pare il giornalaio avesse rimproverato aspramente un giovane che si era introdotto nella vigna di un conoscente per rubare grappoli d’uva.
Antonio era fatto così: non amava i furbi, gli abusi, e non si voltava dall’altra parte. Ma in questa terra amara, spesso questo atteggiamento, sempre più raro, si paga anche con la vita.
Chi ha ucciso l’edicolante di Casoria Antonio Coppola?
Dopo il danno, la beffa: mandante ed esecutore restano ignoti e dunque impuniti. Il 24 novembre 2011 il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli, dott. Valerio Natale, emette un amaro Decreto di archiviazione perché ignota resta l’identità degli autori.
Antonio Coppola era padre di tre gemelli, quattordicenni all’epoca dei fatti. La moglie dell’edicolante è stata costretta a vendere l’edicola. Così commenta amara l’accaduto:
Il mio Antonio ha vissuto i suoi ultimi istanti lì, su quel marciapiede c’è l’impronta dell’anima di mio marito. Ma i conti da pagare sono molti, come le cure da dare ai tre gemelli. Non si può vivere, o meglio, sopravvivere solo con il cuore. La vita è dura e da quel 19 agosto lo è ancora più
La notizia fu anche riportata dai Tg nazionali:
Ma l’accanimento della vita nei confronti della famiglia Coppola non finisce qui. A rendere la storia della famiglia Coppola ancora più dolorosa, infatti, è stato poi l’assassinio due anni dopo di Andrea Nollino, anch’egli 40enne e proprietario di un bar a Casoria nella centralissima piazzetta antistante la Basilica di San Mauro. Altro delitto rimasto peraltro impunito.
Andrea, infatti, aveva generosamente “adottato” la famiglia di questi, inserendo i tre gemelli nella comunità della parrocchia di San Mauro.
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